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Utawaleza Farm

insegna-il-nostro-malawi-utawaleza-farm-fattoria-koche-africaNei primi mesi della sua vita africana, don Federico, con l’aiuto di alcuni volontari, dà il via all’ideazione e alla costruzione di una fattoria, la Utawaleza farm (dal chichewa “fattoria arcobaleno”).

A Roma, intanto,nasce una Onlus con lo scopo di raccogliere i fondi per la costruzione e per poter
pagare i diversi agronomi che negli anni si alternano in loco per portare avanti il progetto.

Il 19 febbraio 2003 inizia l’avventura della fattoria Utawaleza. Quel giorno i primi cinque operai entrano in un campo, acquistato da 44 famiglie del villaggio Nkungumbe che hanno creduto alle intenzioni di alcuni giovani italiani che promettono e prospettano nuove mete e risultati per l’agricoltura.

L’Utawaleza Farm Project, progetto di sviluppo sostenibile, ha realizzato così la costruzione di una fattoria per la promozione dell’agricoltura e la diffusione di nuove tecnologie nel villaggio di Maldeco nel distretto di Mangochi.
Oggi, su 36 ettari di terreno, 33  malawiani, agricoltori ed operai, sono ogni giorno impegnati per il funzionamento di:

  • Un centro abitativo e un centro agricolo, con officina, depositi ed uffici amministrativi;
  • Una greenhouse e un vivaio;
  • Diversi campi per le colture di largo consumo;
  • Un allevamento avicolo ed un allevamento caprino;
  • Una bottega per la realizzazione e la vendita di prodotti artigianali in legno;
  • Un frantoio per la produzione di olio di girasole;
  • Un forno per la panificazione;
  • Un mulino per la produzione di farina di mais;
  • Un’area attrezzata per la coltivazione di funghi commestibili.

La fattoria Utawaleza stipula con le comunità dei villaggi circostanti dei contratti di cooperazione e, tramite essi, si impegna a:

  • Installare delle pompe per l’acqua;
  • Realizzare bacini di stoccaggio e sistemi di irrigazione;
  • Aiutare nell’acquisto di semi e fertilizzanti;
  • Introdurre nuove tecniche agricole e nuove colture in sostituzione del mais in monosuccessione

I villaggi che accettano di stipulare il contratto di cooperazione si impegnano a:

  • Formare una cooperativa agricola in ogni villaggio;
  • Restituire una percentuale del raccolto;
  • Vendere una percentuale del raccolto e creare con il ricavato un fondo economico
    per raggiungere l’autosufficienza.

1 commento

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  1. Diario dei volontari: Primo giorno per il WORKEST » Il nostro Malawi

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