Grest 2011
Cosa può spiegare meglio il Grest appena trascorso se non la testimonianza di una volontaria???
Alessia ha provato a riordinare pensieri, parole ed emozioni che il Malawi ti lascia nel cuore in maniera confusa appena lasci quella terra e questa è la bellissima testimonianza che ci regala. Grazie!
” NON ABBIATE PAURA”
Io non lo so quanti e quali modi ci sono per riaccendere la fede e la passione
nelle persone ma ringrazio il Cielo, ogni mattina, perchè per me ha scelto
l’Africa, perchè per me ha deciso il Malawi, perchè ha creduto che io fossi
pronta per l’esperienza del Grest 2011.
Il Grest inizia molto prima dell’arrivo a Koche, parte dall’incontro con il
gruppo che condividerà con te quei giorni, quando per la prima volta conosci
Don Federico Tartaglia, direttore dell’ufficio missionario della diocesi di
Porto Santa Rufina, che per nove anni ha svolto la sua missione presso Koche,
nella diocesi di Mangochi, e dici a te stessa che la volontà, il lavoro, il
sudore di un singolo uomo stanno permettendo a noi, 18 ragazzi, di fare una
delle esperienze più totali della nostra vita…l’arrivo in Malawi è, dunque,
solo la punta di un iceberg che le emozioni,i sogni e le paure cominciano a
formare mesi prima.
L’Africa ,appena arrivi, ti catapulta nel vortice del suo essere , senza
filtri, senza attenzioni. Ti accoglie con il suo odore forte , quel tipo di
odore che passa per il naso e arriva dritto al cervello, che si attacca alla
tua pelle e nel giro di pochissimi giorni diventa il tuo e che quando, tornata,
ti capita di risentire dentro un autobus o in un locale , ti fa ripetere
mentalmente sempre la stessa frase ” profumo di casa!”. Perchè l’Africa dopo 24
ore diventa casa tua e dimentichi tutto quello che hai lasciato in Italia.
Perchè non importa quanto hai viaggiato, quanti e quali posti hai visitato
nella vita, nessun luogo ti sembrerà tanto casa quanto l’Africa, quanto gli
occhi spalancati dei bambini del Malawi e… sono loro il regalo più grande che
l’esperienza del Grest ti dona, sono le loro mani tese che ti cercano, le dita
incrociate che impari a stringere forte come se non volessi lasciarli andare
via e non c’è niente che riesce a riempirti più dei loro sorrisi quando, in
cerchio, si accende lo stereo e si comincia a ballare e cantare, quando tutti
insieme si intona l’inno malawaiano , quando le mani si incrociano, si
stringono, si fondono.
I NOSTRI bambini malawaiani non li sentirai mai piangere ma li sentirai
cantare e urlare forte il tuo nome perchè tu arrivi ,per loro, come un regalo.
Vedrai i NOSTRI uomini e le NOSTRE donne composti in Chiesa che intonano inni
e canti che Dio non può non ascoltare ed io stessa in più di un’occasione mi
sono emozionata di fronte a tanta fede, di fronte a Quella Certezza che a noi
occidentali manca, pur riconoscendo di avere tutto.Imparerai il vero
significato della parola “Zikomo Kwambiri” e ti domanderai perchè fino a un
mese fa dire “grazie” ti costava così tanto.
E riderai…riderai di cuore quando disperatamente cercherai di comunicare e
dalla tua bocca uscirà un Inglese scolastico e un Chichewa (lingua ufficiale)
imparato malissimo solo attraverso l’ascolto.
E amerai…amerai incondizionatamente la fatica, amerai il caldo e il rosso
del tramonto sul lago, amerai tutti i ragazzi malawaiani che hanno fatto il
Grest con te, impegnandosi e permettendoti di viverlo totalmente.
Porterai nel cuore la sigla iniziale e la recita finale che quest’anno abbiamo
incentrato sulla figura di San Francesco e la sua storia.
E non vorrai più lasciare Koche, non sentirai la voglia di andare via,
partirai con la convinzione di aiutare…tornerai con la certezza di essere
stata salvata.
Per riuscire a descrivere l’Africa serve il racconto di una storia, questo
l’ho imparato da Don Federico… Io ho provato raccontando la mia.Consapevole
che le emozioni non si imprimono su un foglio , voglio solo dire che adesso io
ho un progetto da curare, un progetto per cui impegnarmi e per cui lavorare, un
progetto che ha profumo di vita e di speranza…il Grest 2012!












