Pensieri

 

Terra rossa

Partivo con questa idea in mente: Africa terra rossa. Partivo con una strana sensazione in corpo, pensavo all’andata, non al ritorno; non so perché ma avevo una certa insicurezza, incertezza  sul ritorno.

Pensieri, parole….si parte!! È l’ 11-08-2006 ore 23:59, siamo in viaggio per l’ Africa......

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ZIKOMO

Malawi –agosto 2007 Ricordavo l’Africa come gli occhi di quei bambini curiosi, affamati di vedere, apprendere ed esplorare. Ricordavo quegli occhi che ogni tanto si affacciavano al di sopra dei tristi pensieri e con la loro potenza erano in grado di farli sprofondare. Ritorno in Africa e la trovo vuota degli sguardi conosciuti, di quelli tenuti in memoria.. dove saranno finiti? Cercavo di trovare soluzioni: mi proponevo quella terribile della fame irrimediabile, che spinge popoli a trasmigrare, trasfigura volti ed accompagna alla morte; lasciavo questa come possibile spiegazione e mi imbattevo in quella ancora più terribile della subdola e virale immunodeficienza e delle sue mille altre sorelle che abbondano nel paese nero. Rassegnata tristezza!! Tra gli aeroplani e le barchette, ritrovo quegli occhi, quello sguardo insistentemente cercato ed ancora non incontrato. Mi fissano, già da un pezzo loro si sono posati su di me, mi hanno riconosciuto. La stessa luce emanano, ormai, anche se incastonati in una scatola più logora, li ho ritrovati. Occhi più stanchi, ma sempre gli stessi… hanno percorso la via della salvezza. Roma –dicembre 2007 Spesso capita di vivere momenti in cui la tristezza, come una lenta ed inevitabile marea, ci sale dentro; in cui le preoccupazioni, le ansie ed i problemi di ogni giorno soffocano ogni sogno; in cui si esce dalla propria vita e come muti e passivi spettatori attendiamo lo svolgersi della pellicola ..il nostro corpo, come una barca alla deriva, si lascia andare. In questi momenti la mia mente si rintana in se stessa, percorre labirinti solo a lei conosciuti, ed arriva in quel caldo nido in cui custodisce ogni piccolo tesoro. Ricompaiono quei bambini e l’esplosione di gioia in ogni singola cosa che facevano; quei sorrisi che senza risparmio venivano elargiti a chiunque; quelle mani che cercavano il conforto, la sicurezza ed un po’ di inconsueto calore in un’altra, di un altro colore; quella loro voglia di vivere, al di sopra di tutto, di ogni cosa; quei loro occhi così grandi da racchiudere tutta la bellezza del nero continente, così forti da sopportare tutte le sofferenze ed uscirne ancora fieri e capaci di illuminare ciò che li circondava… ..E così ritrovo quel faro di speranza che mi da la forza ed il coraggio, l’impeto e la pazienza, la tenacia e la ragione per poter riprendere il controllo del timone, rispiegare le vele al vento ed essere di nuovo pronto per affrontare il mare mosso….

M.C.  

 

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