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Piccoli bimbi crescono

scuolaaranovaNiente nella vita accade per caso.
La nostra fortuna, oltre quella di aver avuto l’opportunità di fare volontariato e per di più in Africa, e stata quella di incontrare tante persone nel nostro cammino. Persone che collaborano ai nostri progetti in Malawi e alla sensibilizzazione che svolgiamo in Italia sui temi relativi al volontariato, alla beneficienza, all’importanza di stare con l’altro e di cooperare con gli altri stati e gli altri continenti.
Una di queste persone è la maestra Gabriella Matricardi. Lei ogni anno si occupa, con l’ausilio delle scuole dove insegna, di organizzare diversi progetti per far conoscere ai propri alunni le diverse realtà che ci sono nel mondo.
Ogni anno ci invita a fare una testimonianza nelle sue classi, per raccontare ai bambini la nostra esperienza e per far capire loro l’importanza della solidarietà verso gli altri e ci aiuta nella raccolta fondi per l’ufficio missionario della Diocesi Porto-Santa Rufina.
Abbiamo contattato la maestra Gabriella per una breve intervista telefonica chiedendole di spiegarci la sua attività nel nostro campo. Ecco cosa ci ha raccontato: “Aiuto l’ufficio missionario nella consulta diocesana con don Federico – Tartaglia (ndr) -; insegno nella scuola da 15 anni circa e nel mio piccolo porto avanti i progetti sul Malawi e il tema sui diritti dei fanciulli, oppure la solidarietà ad intra ed ad extra, cercando di sensibilizzare i ragazzi, nella loro coscienza, provocarli. nel loro contesto vissuto, ecc… insomma cerco di fare il mio meglio e questo anche attraverso l’aiuto dei colleghi. Quest’anno stiamo sensibilizzando i ragazzi sul progetto da anni chiamato “OCCHI APERTI SUL MONDO”, progetto che vede protagonisti i diritti dei fanciulli, con lo scopo di sensibilizzare le famiglie con raccolte e riflessioni con una mostra e tavola rotonda gestita dai ragazzi per sensibilizzare l’opinione pubblica laica e religiosa.
Con i bambini questi lavori sono importanti e al tempo stesso difficili: non si sa nel tempo immediato la reazione che possono avere e bisogna essere bravi a non far sentir loro il peso di questi argomenti. Quando noi, come gruppo “Il Nostro Malawi”, facciamo le testimonianze a volte non arriva risposta dai nostri interlocutori… o forse a volte non arriva subito…
Questa settimana la maestra Gabriella, ha ricevuto questa risposta, ha raccolto i suoi frutti: Valeria, che frequenta la quinta elementare e che con la sua classe negli anni precedenti ha partecipato ai progetti della Maestra Gabriella e ha assistito anche alle nostre testimonianze, ha lasciato la sua insegnante senza parole!
Il tema di cui si parlava era il recente fatto avvenuto ai naufraghi di Lampedusa: i bambini hanno commentato questa tragedia, ognuno a modo suo.
Ma Valeria durante la discussione ha detto: “Maestra: ma io non voglio che le mie parole rimangano dentro questa classe!”.
La maestra non ha potuto fare finta di niente… stupita ed entusiasta dalla reazione della sua alunna ci racconta brevemente l’accaduto: “E’ scaturito tutto dal silenzio di un minuto per l’accaduto dei naufraghi di Lampedusa, e lei ,Valeria si è indignata per l’accaduto… Io ne ho approfittato nel dirle che questo accade perché dietro c’è un “motore” (parola chiave “multinazionale“), che sfrutta la povera gente e che a tal proposito genera la povertà. E le ho chiesto di scrivere un breve pensiero su questo tema.
Valeria è una bambina cosi sensibile e riflessiva…mi ha commosso e non posso far finta di nulla! A tal proposito cercherò di dar voce alla sua richiesta!
Nell’attesa di aggiornarvi sui nuovi progetti con la scuola di Torreinpietra, vi lasciamo alle toccanti frasi che Valeria a scritto in seguito alla suddetta discussione:
Secondo me tutte le persone che stanno scappando dal loro paese che è in guerra dovrebbero essere accolte meglio e dovrebbero essere costruite, per lor,o case dove rifugiarsi senza pagare e dovremmo andare nel loro paese a prendere gli altri.
Dovremmo dare loro barche resistenti senza far loro pagare tutti gli incassi di una vita e proteggere le donne incinta ed i bambini.”

Per leggere l’intero tema cliccate qui

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