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Quinto incontro VolEst 2013 – Eroi, santi e imbroglioni: il destino del volontario

Alex Zappalà
Anche il quinto incontro del VolEst è stato davvero interessante! Un susseguirsi di verità, di realtà, di umanità hanno caratterizzato una bellissima e piacevole serata che ha lasciato senza dubbio un segno in tutti noi presenti…
Il relatore della serata è stato Alex Zappalà, il responsabile del Movimento Missionario Giovanile Nazionale.
Ci ha trasmesso tanto: è stata un’ondata di emozioni che hanno permesso di ricordare la propria esperienza missionaria a chi già ha avuto la fortuna di viverne una e ha caricato di entusiasmo e impazienza a chi vivrà la missione per la prima volta la prossima estate!
Alex ha elencato le tre fasi che vive il missionario: l’animazione (la motivazione, l’emozione), la formazione (la preparazione, il progetto) e la cooperazione (l’esperienza della missione).
La formula che collega le tre fasi è la seguente: io do e quel che do mi ritorna. Ma c’è un segreto: bisogna sempre essere predisposti a ricevere… perché quanto si riceverà sarà sempre di più rispetto a quanto riusciremo a dare!
Alex è stato un anno in Tanzania; un’esperienza così profonda che lui riesce a farci inquadrare con una semplicità unica dicendo: “Cosa ho fatto un anno in Tanzania? Niente! Mi sono lasciato lavorare dalla comunità!”
Ci ha spiegato che, secondo lui, un volontario ha tre dimensioni, le stesse di un cristiano, ovvero le dimensioni che si è portato sulle spalle Gesù: i volontari sono al tempo stesso EROI, SANTI e IMBROGLIONI.

Ecco l’identikit del volontario cristiano, secondo Alex Zappalà:

- La dimensione dell’ascolto ci è stata spiegata molto bene attraverso un detto africano: ”Uomo bianco, ricorda: abbiamo due orecchie e una bocca, perché è più importante ascoltare piuttosto che parlare”. E’’ necessario ascoltare, sedersi: la prima dimensione della missione è vedere la vita da un altro punto di vista.
- L’essere, non il fare: purtroppo nella nostra società più si fa meglio è, ma non bisogna fare l’amico, fare il fratello, fare il marito, fare la fidanzata… ma essere amico, essere fratello, essere marito, essere fidanzata … perché se si “fa” prima o poi si tradisce, prima o poi si cambia… mentre se si “è” no… perché l’essere è per sempre! E’ importante essere qualcuno per gli altri.
- Per ascoltare occorre il silenzio, anche se a volte può essere difficile. Bisogna ascoltare e lasciarsi lavorare dalle parole degli altri.
- Il cammino con l’altro, per l’altro, dentro l’altro, insieme all’altro: non bisogna aver paura della diversità. Ed ecco che un altro detto africano incornicia il significato di questa dimensione: “Uomo bianco, non venire in Africa se pensi di aiutarci: hai perso tempo. Se invece sei venuto per essere un uomo libero, allora benvenuto!”

Ci ricorda che non dobbiamo aver paura del cambiamento: anche se è una sfida, forse la più difficile… noi ce la faremo, perché abbiamo avuto un grande maestro: Gesù. Il volontario cristiano ha un valore aggiunto che lo caratterizza; ha voglia di seguire Gesù e si lascia guidare dal Vangelo.
Per essere un buon missionario, infine, Alex ci dice che non bisogna essere perfetti: perché la consapevolezza di un’imperfezione ci aiuta a stare vicini alla gente. Ci consiglia di comportarci come quando siamo ospiti: dobbiamo essere rispettosi e cercare di dare sempre il meglio di noi.

Ringraziamo Alex Zappalà per il suo intervento e tutti coloro che sono intervenuti durante questo incontro.

1 commento

  1. Johna579

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